Ecco come puoi risparmiare sull’energia

Al momento della sottoscrizione di un contratto di fornitura di energia ci sono due riferimenti temporali che è bene non confondere: la data di sottoscrizione e il periodo di fornitura.

La data di sottoscrizione
Data di contrattualizzazione della fornitura di energia. Si tratta della data in cui il fornitore valuta il prezzo dell’energia sui mercati per proporre un’offerta. Pertanto è un riferimento essenziale alla definizione delle condizioni economiche previste per i consumi. Addirittura è più importante della scelta del fornitore stesso.

Dalla data di sottoscrizione al periodo di fornitura passano generalmente dai 18 mesi a un mese.

A titolo esemplificativo, un contratto della durata di due anni può essere sottoscritto il 12 maggio 2019 e avere validità sia dal 1 gennaio 2020 sia dal 1 giugno 2021. In entrambi i casi la data di sottoscrizione -il 12 maggio- è la stessa, cambia però il periodo di fornitura. Da notare che per i due periodi di fornitura saranno previsti due prezzi diversi.

Il periodo di fornitura
Periodo di erogazione del servizio energetico stipulato alla data di sottoscrizione. Generalmente ha inizio il primo giorno del primo mese e si chiude l’ultimo giorno dell’ultimo mese.

È possibile sottoscrivere lo stesso periodo di fornitura, per esempio l’anno civile 2020, in due date di sottoscrizione diverse, ad esempio il 5 gennaio 2019 e il 28 ottobre 2019. Da notare, ancora una volta, che ognuna delle due date di sottoscrizione avrà un prezzo diverso.

Il prezzo della materia prima
L’elettrone per l’energia elettrica e la molecola per il gas. Questo prezzo è diverso in ogni paese e dipende principalmente dalla produzione nazionale, dalla capacità di importazione ed esportazione, dalle normative in materia ma anche dalle variabili del mercato globale.

Il prezzo del trasposto  
Il fornitore trasporta e distribuisce la materia prima dal punto di acquisto fino alle utenze finali.

La tassazione
All’IVA, l’Imposta sul Valore Aggiunto, applicabile a tutti i beni e servizi venduti destinati alla gestione statale, si aggiungono anche imposte legate specificatamente al consumo energetico (gas, power, carburante).

Il prezzo di trasporto e le imposte variano poco e di rado rispetto al prezzo della materia prima sul mercato, che è invece in costante fluttuazione. Diverse sono le ragioni alla base di tale fluttuazione:

  • le condizioni climatiche
  • la politica di decarbonizzazione
  • il trading delle quote di emissione di CO2
  • le previsioni economiche a livello globale
  • l’incertezza parlamentare in tema Brexit
  • eventuali incidenti nella produzione o nel trasporto di gas o elettricità

In sempre più paesi la costruzione dell’offerta da proporre al cliente finale si basa sul mercato come riferimento principale. Si tratta delle cosiddette offerte del mercato libero.

Il margine commerciale del fornitore
Si colloca tra lo 0,5% e il 5% dell’importo totale della bolletta.

Prezzo fisso
Viene fatturato ogni MWh di energia consumato durante il periodo contrattualizzato.

Prezzo indicizzato
Ogni Mwh di energia consumato durante il periodo contrattualizzato viene fatturato a un prezzo variabile in funzione delle fluttuazioni del mercato:

  • Il prezzo aumenta con l’innalzarsi dei prezzi sul mercato
  • Il prezzo diminuisce con il calo dei prezzi sul mercato

Questa è la scelta migliore se in un determinato momento, ad esempio al rinnovo del contratto, non si vogliono correre i rischi che il prezzo fisso comporta.

Al momento della sottoscrizione il valore del tuo prezzo indicizzato corrisponde al valore di quello fisso, ma diversamente da quest’ultimo, il prezzo indicizzato nel tempo seguirà le fluttuazioni del mercato.

Il prezzo indicizzato è ancorato a un indice di riferimento del mercato. Il prezzo finale pertanto dipenderà dal tipo di indicizzazione:

  • Indice mensile: il prezzo della materia prima indicato in bolletta varia ogni mese
  • Indice annuale: il prezzo della materia prima indicato in bolletta varia ogni anno

Minore è l’indice scelto, maggiore è l’esposizione del cliente alle fluttuazioni del mercato.

Molto spesso è possibile fissare interamente o una parte del prezzo indicizzato durante la validità del contratto, così che si possa beneficiare dell’andamento favorevole del mercato. Si parla in questo caso di fissazione del prezzo, una buona opzione per avere una maggiore convenienza. Con gli strumenti adeguati, questa scelta può portare a un risparmio considerevole.

Il prezzo si può fissare in due modi:

Fissazione fuori Borsa
Cliente e fornitore si accordano sul prezzo. La richiesta può essere fatta in qualsiasi momento durante l’apertura dei mercati, cioè quando il fornitore ha accesso alle piattaforme di trading.

Fissazione basata sui prezzi pubblici
I prezzi sono pubblicati a chiusura dei mercati. Il fornitore non può approvvigionarsi subito, il che comporta una variazione del prezzo nel tempo. Per sua tutela, il fornitore applica un sovrapprezzo all’offerta del cliente.

  • Il prezzo iniziale è una combinazione dei due tipi di prezzo: 50% fisso e 50% variabile
  • Il cliente può passare da un prezzo fisso a uno variabile
  • Il cliente può modificare l’indice del prezzo variabile
  • Indice trimestrale o giornaliero a scelta

Nella maggior parte dei casi si tratta di soluzioni inefficaci e portano a un aumento del prezzo per il cliente finale.


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